Al di là dell’aspetto culturale, il tema riveste importanza anche in ambito lavorativo, ove facilità di spostamenti, scambi sempre più frequenti, economia di mercato e delocalizzazione, hanno incrementato il cosmopolitismo, tendenza ad essere cittadini di un mondo senza barriere. Barriere che, tuttavia, è difficile provare a scavalcare se non si padroneggiano le lingue straniere, utile strumento per penetrare in un mercato del lavoro ormai del tutto globalizzato. Un’importanza che, però, non riguarda soltanto coloro i quali decidano, per volontà o necessità, di lavorare all’estero; basti pensare infatti a chi, entro i confini nazionali, intraprenda un’attività nel campo della ristorazione o del turismo. Per queste ragioni, chiunque potrebbe trarre vantaggio dal sapere quali sono le lingue più qualificanti per il mercato del lavoro. L’importante è, nello studio, metterci pazienza, saper apprezzare i successi di una traduzione o di un buon “listening” e avanzare pian piano verso conversioni fluide e senza intoppi.

INGLESE

Utilizzato in tutti i cinque continenti, ove è altresì la lingua più studiata, l’inglese è il linguaggio più conosciuto al mondo, seppur il numero di nativi che lo parlano sia inferiore a quello di cinesi e spagnoli. Inoltre, essendo strumento nei mercati internazionali, nonché negli enti e nelle istituzioni sovranazionali, l’inglese rappresenta uno dei requisiti fondamentale in un curriculum vitae che voglia spiccare per eccellenza.

FRANCESE

Occhio a non sottovalutare la lingua d’Oltralpe. Secondo idioma più diffuso d’Europa, il francese è richiestissimo nel mercato del lavoro in ragione del fatto che è parlato in paesi come Canada, Senegal e Marocco, mercati che vantano partnership importanti con operatori commerciali europei, asiatici e statunitensi. La sua conoscenza è inoltre fondamentale per chi desideri intraprendere la carriera diplomatica, essendo una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea, in uso anche in altri consessi internazionali.

TEDESCO

Locomotiva dell’Europa continentale, la Germania esercita un intenso potere attrattivo su chi intenda lavorare in un paese inserito a pieno titolo nel tessuto istituzionale europeo, e che garantisca buoni stipendi nonché infrastrutture all’avanguardia. Lingua difficile da imparare ma basilare anche  per quelli che si candidino presso una delle tante aziende italiane legate da accordi commerciali con Berlino.

SPAGNOLO

È la seconda lingua più diffusa al mondo dopo il cinese, parlata in più di venti paesi. Studiare lo spagnolo, idioma che dal punto di vista fonetico non dista molto dall’italiano, rappresenta un ottimo trampolino di lancio per immettersi sui mercati che vantano intense relazioni con l’America del Sud. Come inglese e francese, è adoperato e riconosciuto anche in ambito diplomatico.

ALTRE LINGUE

Il made in Italy stimola gli appetiti economici delle nuove ricchezze mondiali; la delocalizzazione ha spinto molte imprese nostrane ad investire in paesi lontani; gli scambi culturali diventano sempre più frequenti anche con partners un tempo inimmaginabili. Scenari, questi, che fanno capire come sia importante, per chi decida di presentare un curriculum eccellente, conoscere lingue quali russo, cinese ed arabo. In questi casi, capita che anche solo saper tradurre o scrivere in lingua rappresenti un valore distintivo… ma meglio avere come stella polare le conversazioni nell’idioma straniero.

Russo

Mosca e Roma, negli anni, hanno stipulato una serie di accordi tanto in ambito commerciale quanto culturale che hanno consentito ad imprese ed operatori di ambo i settori di conoscersi reciprocamente.

Arabo

Discorso in parte simile per il mondo arabo, ove si parla fluentemente l’inglese, ma dove chi si esprime nella lingua locale è apprezzato non soltanto dalla popolazione ma anche dalle aziende del settore energetico.

Cinese

Infine il cinese, la lingua più parlata al mondo, sempre più rilevante stante l’incremento costante della Cina dal punto di vista economica. Studiarlo è non solo utile, ma è anche una sfida affascinante per chi ama arricchirsi culturalmente.